Introduzione
L'ammissione nel carter in un motore 2 tempi nella configurazione più classica avviene
grazie a delle luci comandate dal pistone piston port, pertanto la fasatura è
fissa e centrata rispetto al PMS. Un'alternativa a questa soluzione è costituita dalla
valvola a disco rotante rotary disc che permette di avere una fasatura
indipendente dal movimento del pistone e quindi pur rimanendo fissa al variare del regime
può essere asimmetrica rispetto al PMS.
Entrambe le due tipologie d'ammissione sopracitate presentando fasature fisse al
variare del regime possono rendere al meglio solo in un certo range di funzionamento,
infatti fasature ampie e nel caso della valvola a disco rotante accordate per sfruttare al
meglio le onde di pressione e l'inerzia (quest'ultima dipende dal quadrato della velocità
di rotazione) agli alti regimi, causano inevitabilmente riflussi nelle altre condizioni di
funzionamento, mentre un'ottimizzazione a regimi inferiori con fasature più strette
ovviamente penalizza il riempimento del carter in alto perché al crescere del regime a
parità di gradi motore il tempo a disposizione della carica per entrare diminuisce.
Per massimizzare il riempimento del carter su tutto il
campo di funzionamento è necessario avere una fasatura variabile al variare del regime,
tale sistema d'ammissione è costituito dal pacco lamellare reed
port. In questo caso la fasatura viene determinata dalle
caratteristiche del motore stesso, infatti l'apertura e la chiusura dipendono dalla
differenza di pressione tra il condotto di aspirazione e il carter Dp; nella situazione in
cui il Dp è positivo la valvola è aperta, al contrario si chiude per evitare riflussi.
Caratteristiche
Al fine di studiare il comportamento del pacco lamellare analizziamo nel dettaglio il
componente: come è possibile vedere dal disegno esso è costituito da un telaio a forma
di cuneo nel quale la base è completamente aperta e costituisce l'area d'ingresso lato
aspirazione, mentre sulle facce laterali di dimensioni maggiori sono ricavate delle
finestre che costituiscono l'area di passaggio lato carter, al di sopra di tali finestre
sono applicate delle lamelle elastiche sottili denominate petali che le coprono
completamente. I petali sono incernierati su un solo lato pertanto possono
sollevarsi e permettere il passaggio del flusso quando la differenza di pressione è
favorevole.

Analisi del comportamento
Le dimensioni e la forma del telaio e delle finestre
determinano la permeabilità del componente con i petali in posizione di massima apertura,
pertanto il dimensionamento è funzione delle caratteristiche del motore e la forma è
studiata per ridurre al minimo le perdite fluidodinamiche.
Il petalo costituisce invece l'elemento
che determina il funzionamento vero e proprio del sistema, infatti dalle sue
caratteristiche dipende la legge di apertura e chiusura della valvola.
Deformazione petalo
La deformazione del petalo è causata della differenza di
pressione condotto d'aspirazione - carter Dp ed è importante perché
determina l'area di passaggio in funzione del valore del Dp stesso.
Il petalo può essere trattato come una trave a sezione rettangolare incastrata
sottoposta al carico determinato dalla differenza di pressione tra monte e valle; a
prescindere dalla tipologia di caricamento la linea elastica del petalo e quindi l'alzata
massima dipendono dalle dimensioni del petalo
stesso (larghezza e spessore) e dal suo materiale,
infatti essa è funzione del momento d'inerzia J e del modulo di elasticità normale E.
I materiali solitamente usati per la realizzazione dei petali sono:

Al fine di incrementare l'area di passaggio a parità di Dp, si cercano di utilizzare
petali in materiale molto elastico (E basso) e spessori ridotti; ciò presenta un limite
che è determinato dalla resistenza strutturale a fatica
che il petalo deve offrire nella sezione più sollecitata, cioè quella d'incastro, dove
si hanno intensità di taglio e momento flettente massimi. La larghezza del petalo,
anch'essa influente sullo spostamento verticale dello stesso, è invece funzione della
larghezza delle finestre studiate per il motore in esame.

Dinamica del petalo
I regimi di rotazione elevati portano ad avere una durata molto limitata delle fasi
durante il ciclo motore, e ciò vale anche per la fase d'ammissione. A fronte di questa
considerazione è evidente come il tempo di risposta del
petalo sia importante, pertanto oltre alla statica è necessario
analizzare la dinamica di funzionamento. Trascurando gli smorzamenti per attriti interni
al materiale stesso il petalo può essere trattato come un sistema massa-molla.
Analizzando il tipo di vincolamento ed il carico a cui è soggetto il petalo emerge che la
costante elastica varia in funzione del tratto di petalo che si considera, infatti nelle
immediate vicinanze dell'incastro la rigidità è elevata mentre muovendosi verso
l'estremità del petalo questa diminuisce progressivamente; per effetto di questi
andamenti la costante di tempo risulta minima in prossimità dell'incastro e massima
all'estremità.
L'inverso della costante di tempo è importante anche da un punto di vista strutturale
in quanto deve essere lontana dalla frequenza del sistema
motore per evitare la rottura.

Fluidodinamica del pacco lamellare
Per determinare il comportamento fluidodinamico dell'intero pacco lamellare è
necessario studiare il flusso in condizioni stazionarie con il petalo ad un'alzata
prefissata e determinare il coefficiente d'efflusso
fluidodinamico. Questa analisi può essere effettuata o attraverso prove
sperimentali di flussaggio o tramite la simulazione tridimensionale CFD, e permette di
vedere il comportamento fluidodinamico alle diverse alzate del petalo, che può essere
differente perché cambiano le condizioni di attacco e distacco della vena fluida.

Effetti della pressione dinamica
Dall'analisi del comportamento del pacco lamellare nella sua applicazione sul motore
emerge come l'apertura del petalo sia determinata dalla differenza tra la pressione totale
a monte e quella statica a valle; nelle condizioni in cui il petalo è chiuso la pressione
totale a monte coincide con la pressione statica in quanto il flusso è nullo, ma appena
si apre il petalo e il fluido prende velocità parte della
pressione statica si trasforma in pressione dinamica. Calcolare il Dp
considerando anche a flusso avviato la pressione statica a monte in luogo di quella totale
sarebbe un errore perché il flusso che si arresta sul petalo dà anch'esso un contributo
che è pari alla pressione dinamica.

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